La porta carraia di Mr Nobody

La dicotomia Reale – Possibile e l’eternità della pre-scelta


Ci sono film che già a partire dal momento della visione ti danno la consapevolezza di assistere ad uno spettacolo non certo comune, in altre parole a qualcosa di grande. Certo, gran parte del merito lo gioca la pubblicità, capace di creare le aspettative giuste, magari anche per un film sbagliato. Tutto ciò non può essere detto per l’ultimo film del belga Jaco Van Dormael, Mr Nobody (2009). Praticamente sconosciuto al pubblico italiano, chissà magari un pubblico considerato poco intelligente dal mercato cinematografico del bel paese e poco idoneo per apprezzare un certo tipo di cinematografia, Mr Nobody non certo ha goduto dell’attenzione che avrebbe dovuto meritare, anche solo per il fatto che non si trattava di una solita commedietta su presunte vacanze natalizie.

Mr Nobody è una pregevole analisi, oserei dire metafisica, sui fondamenti stessi della vita. Non si tratta di indagare la vita pratica, bensì la struttura stessa dell’esistenza umana. Mr Nobody ha 118 anni, è l’uomo più anziano esistente, o meglio è l’uomo mortale più anziano esistente. Ibernato, viene catapultato nel futuro; siamo nel 2093, dove le grandi scoperte scientifiche permettono all’uomo di essere immortale. Oggetto di un reality, Mr Nobody cerca di raccontare il suo passato, un insieme di contraddizioni, incongruenze, con al centro un momento ben preciso della suo passato: una scelta. Scegliere se partire con la madre o rimanere con il padre, dopo che i due hanno deciso di separarsi.

Dinanzi alla sua “porta carraia” (parafrasando non a caso un passo del Così Parlò Zarathustra di Nietzsche) il piccolo Nemo (protagonista “reale” del film, l’uomo comune nella vita comune) ha difronte a sé l’eternità dell’esistente, l’infinità di vie (possibilità) che da quell’attimo in poi la sua vita potrà prendere. In ogni attimo, in ogni singolo secondo, in ogni singola scelta, la nostra esistenza prende una forma, una ed una sola, e l’infinito si distrugge in quella scelta. In ogni attimo si crea un mondo e in ogni attimo se ne distruggono infiniti. «Niente è reale, tutto è possibile!» dice Mr Nobody in una sequenza del film. Ma nel momento in cui si prende la decisione, “niente è possibile, una è la realtà”. Emblematica è una battuta della pellicola, fondamentale per l’economia teorica del film, tanto da renderla partecipe nel trailer officiale:

We cannot go back. That’s why it’s hard to choose. You have to make the right choice. As long as you don’t choose, everything remains possible… Non si può tornare indietro. Ecco perché è difficile scegliere. Bisogna fare la scelta giusta. Ma finché non scegli nulla, tutto è possibile…

Mr Nobody è il frutto della molteplicità dell’esistente realizzabile, un uomo ultracentenario stravolto nel vortice del possibile. É il risultato di un’esistenza ancora bloccata nell’attimo, nell’eternità della pre-scelta. Mr Nobody è «the man who doesn’t exist», è l’uomo che non esiste, o se vogliamo l’uomo ultra-possibile. Per questa ragione il giornalista, confuso, che intervista l’ultracentario, chiede a Nobody: «Tutto quello che dite è una contraddizione. Di tutte queste vite, quale, quale è quella vera?». Nobody è il tutto, il realizzabile, è il nato, il morto, l’ancora non-nato e l’ancora non-morto. Mr Nobody è il tutto ciò che è e il tutto ciò che potrebbe essere. Mr Nobody è l’uomo che non esiste, perché l’esistenza è la unica realtà realizzata, è la nostra vita al momento della morte.

Con una regia sublime e un attentissimo montaggio (tanto da spenderci persino un intero anno) Jaco Van Dormael porta in scena l’intera umanità, ogni singolo uomo; Nemo è l’uomo. È l’uomo dinanzi ad ogni sua singola scelta, ad ogni molteplicità di possibilità che sempre, fin dalla propria nascita, crea e distrugge. Nemo è l’uomo in preda all’angoscia della scelta, della decisione, dinanzi alla consapevolezza di creare, anche per pura casualità, l’intero corso della propria vita. All’inizio del film Nemo sceglie, e sceglie la coppia di genitori dalla quale nascere. E tutta la sua vita sarà determinata da decisioni, eterne, immutabili; ogni attimo è, e sarà, la scelta che deciderà il futuro della sua vita e di tutta l’umanità. Ogni decisione determinerà la sua (nostra) vita, e la sua (nostra) vita determinerà la vita di qualcun altro, a sua volta condizionante e condizionata da scelte e decisioni prese da qualcun altro in ogni singolo attimo dell’esistenza. È chiaro come tutto ciò inneschi una interminabile ragnatela di esistente e “esistenziabile”, di reale e possibile.

Nemo, come Zarathustra, è dinanzi alla sua “porta carraia”, è il super-uomo prima di diventare “super”. E Mr Nobody è tutto ciò che potrebbe essere e mai sarà. In questo emerge la duplicità della figura del protagonista, che allo stesso tempo è Mr Nobody e Nemo, è presente, passato e futuro. Nemo è il protagonista, è l’uomo-singolo fermo nell’attimo. Mr Nobody è l’uomo-tutto, l’uomo infinitamente possibile, infinitamente realizzabile, che nelle possibilità confonde il passato.

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L'autore

Paolo Rollo è componente della redazione di Ipercritica, e si occupa di estetica della letteratura e del cinema